Arancia meccanica
Alex è un giovane senza arte né parte, figlio di proletari e dedito a furti, stupri e omicidi. Fa capo a una banda di spostati, denominati drughi. Dopo aver usato violenza alla moglie di uno scrittore finisce in carcere. Viene sottoposto ad angherie ma si fa amico un prete. Pur di essere scarcerato accetta il "trattamento lodovico", che consiste nell'assistere a filmati di violenza. Quando esce scopre che i genitori hanno subaffittato la sua stanza. Senza poter reagire, dovrà subire violenza da alcuni mendicanti vendicativi, dai drughi diventati poliziotti e dallo scrittore che ha perso la moglie e che ora si trova su una sedia a rotelle. Tenta il suicidio e all'ospedale riceve una visita di cortesia da parte del primo ministro.
Vale la pena? — Arancia meccanica
3 motivi per guardarlo
- La scena iniziale con Alex che fissa la telecamera è iconica e ti entra in testa
- Il trattamento Ludovico con musica classica e violenza è disturbante tipo The Boys ma anni '70
- Malcolm McDowell è magnetico, ti fa odiare e compatire Alex nello stesso momento
A chi piacerà
Se hai amato la follia di Joker o la crudeltà di The Boys, qui trovi l'originale. Perfetto per le serate cineforum con chi non ha paura di film che ti spaccano la testa.
3 motivi per non guardarlo
- La violenza è estrema e gratuita, occhio se sei sensibile
- Il finale è ambiguo e ti lascia con più domande che risposte
- Se cerchi intrattenimento leggero, questo è l'opposto totale
Commenti (9)
Due ore buttate nel cesso.
Stanley Kubrick sapeva il fatto suo. La colonna sonora classica su quel caos visivo è un contrasto che spacca, anche se il film è pesante da digerire.
La scena del trattamento Ludovico mi ha lasciato un senso di nausea che non passa. Non so se è genio o puro sadismo.
Visto al cinema col restauro, ma che dire... non c'è molto da aggiungere a quello che han già scritto tutti.
Boh, l'ho trovato noioso. Troppa violenza fine a se stessa, non capisco tutto questo hype.