Avatar
Jake Sully è un marine costretto su una sedia a rotelle che accetta di trasferirsi sul pianeta Pandora in sostituzione del fratello morto, la cui missione era quella di esplorare il pianeta. Essendo l'atmosfera del pianeta tossica per gli umani sono stati creati degli esseri simili ai nativi Na'vi che possono essere 'guidati' dagli umani. Pandora è un enorme giacimento di un minerale prezioso per la Terra dove le fonti di energia sono azzerate. Gli indigeni Na'vi non hanno intenzione di essere colonizzati. Il compito iniziale dell'avatar di Jake sarà quello di conoscerne usi e costumi e di farsi accettare all'interno delle comunità indigene. Jake conosce così Neytiri, una guerriera Na'vi figlia del capo tribù. Da lei impara a divenire un guerriero molto diverso dal marine che è stato e se ne innamora ricambiato.
Vale la pena? — Avatar
3 motivi per guardarlo
- Gli effetti visivi sono ancora oggi da brividi, ti fanno sentire dentro Pandora
- La scena del volo sui banshee è pura magia, ti prende lo stomaco
- La colonna sonora di James Horner ti resta in testa per giorni
A chi piacerà
Se hai amato i mondi di Stranger Things o la fantasia di The Boys ma senza violenza estrema. Perfetto per la serata cinema in famiglia o con chi apprezza le storie epiche.
3 motivi per non guardarlo
- La trama è Pocahontas nello spazio, se cerchi originalità skip
- 3 ore sono un impegno, ti avverto
- I dialoghi a volte sono un po' cringe, soprattutto quelli romantici
Commenti (8)
Fra, Avatar spacca tantissimo! Gli effetti, il mondo, tutto. Ci sta rivederlo ogni tanto.
La scena dell'attacco alla Home Tree mi ha lasciato senza parole la prima volta che l'ho vista al cinema. Ancora oggi, quell'immersione nel mondo di Pandora è qualcosa di unico. Peccato che il personaggio di Jake Sully sia così poco sviluppato.
Boh, l'ho rivisto ieri e mi ha annoiato. Troppo lungo e la storia è piatta. Skip.
Sorpreso da quanto sia invecchiato male. Oggi sembra un videogioco con una trama da film TV. La regia di Cameron salva qualcosa, ma non basta.
La colonna sonora di James Horner è l'unica cosa che mi è rimasta impressa dopo tutti questi anni. Quello sì che è un capolavoro, il resto un po' meh.