Borg McEnroe
Estate 1980. Sta per prendere il via il Torneo di Wimbledon e i due giocatori più quotati per la vittoria sono lo svedese Bjorn Borg e l'americano John McEnroe. Due tennisti, e due giovani uomini, che non potrebbero essere più diversi, almeno secondo lo storytelling dell'epoca. Borg, già quattro volte vincitore a Wimbledon, è soprannominato "Uomo di ghiaccio": algido, apparentemente privo di emozioni, una macchina segnapunti con un rovescio a due mani che è una fucilata. McEnroe, di tre anni più giovane, è detto invece "Superbrat" perché sul campo impreca, dà in escandescenze e si accapiglia con gli arbitri.
Vale la pena? — Borg McEnroe
3 motivi per guardarlo
- Shia LaBeouf che imprega come McEnroe è una bomba, ti fa capire perché lo chiamavano Superbrat
- La scena della finale di Wimbledon ti tiene col fiato sospeso anche se sai già come finisce
- La rivalità tra i due è tipo Euphoria ma sul campo da tennis, con tutto il dramma personale dietro
A chi piacerà
Se ti piacciono i film sportivi come Creed o le rivalità intense di Mare Fuori. Perfetto per la serata con chi apprezza le storie di personaggi complessi e le sfide all'ultimo punto.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi azione pura tipo John Wick, qui è più psicologico
- I flashback sulla vita di Borg possono rallentare il ritmo
- Se non ti interessa il tennis, alcune scene tecniche potrebbero risultare noiose
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