Due partite
Due epoche, due modi di essere donne. Anni Sessanta: una partita a carte per stare insieme. Ogni giovedì pomeriggio quattro amiche si raccontano amori e tradimenti, teorizzando la maternità, la vita e i problemi del matrimonio. Litigano, ridono, parlano con complicità e un po’ di cinismo. Trent’anni dopo: le figlie si ritrovano al funerale di una delle madri. Sono le stesse bambine che, durante le partite a carte, giocavano nella stanza accanto. Come le loro madri, si confidano sogni e paure, il tempo che passa, il rapporto con il lavoro, il desiderio di maternità. Sono passati decenni ma l’identità femminile sembra inalterata, nonostante la carriera e l’emancipazione; essere donna significa oggi come allora energia, allegria, fatica e dolore.
Vale la pena? — Due partite
3 motivi per guardarlo
- Le quattro attrici italiane (Buy, Ferrari, Massironi) ti fanno sentire come se spiassi le chiacchiere delle tue zie
- La scena delle carte dove si confessano tradimenti è pura realtà, zero filtro
- Il salto temporale ti fa pensare a come cambiano i problemi ma non le amiche
A chi piacerà
Se hai amato le scene di gruppo di Mare Fuori o le confidenze tra ragazze di SKAM Italia, ma qui con le mamme. Perfetto per una serata tranquilla con la tua migliore amica per parlare di vita.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi azione o colpi di scena, qui zero
- Il ritmo è lento, tipo pomeriggio piovoso
- Skip se non ti piacciono i dialoghi lunghi senza una trama che 'succede'
Commenti
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