Ezio Bosso - Le cose che restano
Nato in una famiglia di origini popolari, attratto dalla melodia dall'età di quattro anni, Ezio Bosso (1971-2020) si è imposto come interprete, direttore d'orchestra e compositore grazie a una disciplina strettissima, una curiosità da cosmopolita e una passione bruciante per la musica. Caratteristiche che, insieme a una capacità comunicativa eccezionale, lo hanno reso riconoscibile e amato dal pubblico, anche quello che abitualmente non ha dimestichezza con la classica e i concerti di sinfonica. Allievo di Claudio Abbado e sostenitore della sua concezione della musica come bene comune, non patrimonio elitario chiuso nelle sale da concerto, nel 2011, scoprendo di soffrire di una malattia neurovegetativa, aveva lasciato il contrabbasso e si era concentrato, con determinazione se possibile ancora maggiore, sul piano, sulla composizione e sulla direzione, per portare il più possibile la sua musica nei teatri. Anche in tv, sul palco di Sanremo.
Vale la pena? — Ezio Bosso - Le cose che restano
3 motivi per guardarlo
- Ezio che spiega la musica con la passione di un rapper che racconta le sue rime
- La scena con Silvio Orlando che si commuove ascoltando un brano è pura emozione senza filtri
- Scopri come un compositore classico è diventato virale su YouTube e Instagram
A chi piacerà
Se hai visto Zerocalcare e ti è piaciuta la parte su come si crea l'arte, o se segui creator su TikTok che spiegano passioni con quel fuoco. Perfetto per una serata tranquilla in cui vuoi scoprire una storia vera che ti spacca la testa.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi action o trama tipo The Boys, qui zero
- Skip se la musica classica non ti tocca neanche sotto tortura
- Documentario classico, niente effetti speciali o colpi di scena
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