Green Border
Nelle insidiose foreste paludose che costituiscono il cosiddetto “confine verde” tra Bielorussia e Polonia, i rifugiati provenienti dal Medio Oriente e dall’Africa che cercano di raggiungere l’Unione Europea si trovano intrappolati in una crisi geopolitica cinicamente architettata dal dittatore bielorusso Aljaksandr Lukašėnko. Nel tentativo di provocare l’Europa, i rifugiati sono attirati al confine dalla propaganda che promette un facile passaggio verso l’UE. Pedine di questa guerra sommersa, le vite di Julia, un’attivista di recente formazione che ha rinunciato a una confortevole esistenza, di Jan, una giovane guardia di frontiera, e di una famiglia siriana si intrecciano. A distanza di trent’anni da Europa Europa, il nuovo toccante lungometraggio di Agnieszka Holland, Zielona Granica, ci apre gli occhi, parla al cuore e ci sfida a riflettere sulle scelte morali che ogni giorno persone comuni si trovano ad affrontare.
Vale la pena? — Green Border
3 motivi per guardarlo
- Ti fa vedere la crisi dei migranti come un thriller politico, non un documentario noioso
- Le scene nella foresta paludosa ti fanno sentire il freddo e la disperazione
- La regia di Agnieszka Holland è diretta e senza filtri, ti prende per la gola
A chi piacerà
Se hai seguito le notizie sui confini e vuoi capirci di più, ma senza lezioni noiose. Per chi apprezza storie crude come Gomorra o Mare Fuori, ma in versione geopolitica.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi azione o intrattenimento leggero, skip totale
- È un film che ti lascia un peso sullo stomaco, non per serate spensierate
- I dialoghi sono intensi e a volte lenti, occhio se non hai pazienza
Commenti (1)
confuso e superficiale, spettacolarizza la questione dei rifugiati