Hustle & Flow - Il colore della musica
Questa è l’indimenticabile storia di DJay: un protettore che, vivendo grazie allo sfruttamento di Nola e al sostegno della sua compagna incinta Shug, arriva a chiedersi se davvero sia questo tutto ciò che può fare della propria vita. Solo quando scambia della merce di contrabbando con una tastiera e si imbatte nel suo vecchio compagno di scuola Key, vede finalmente una via d’uscita, componendo alcuni pezzi e assecondando il suo sogno di diventare un rapper affermato. Quando viene a sapere che Skinny Black, un rapper locale diventato un pezzo grosso, è in città per i festeggiamenti del 4 luglio, DJay decide che è arrivato il momento di dare una svolta alla propria esistenza, facendo finalmente sentire la propria voce.
Vale la pena? — Hustle & Flow - Il colore della musica
3 motivi per guardarlo
- Terrence Howard che passa da protettore a rapper con una tastiera rubata, una trasformazione pazzesca
- La scena in studio con Anthony Anderson ti fa sentire l'adrenalina della creazione
- Il pezzo 'It's Hard Out Here for a Pimp' vince pure l'Oscar, no joke
A chi piacerà
Se hai amato la parte musicale di Euphoria o i drammi di strada di Mare Fuori. Perfetto per chi cerca storie di riscatto con colonna sonora che spacca.
3 motivi per non guardarlo
- Prima metà lenta, ti avverto, ma poi decolla
- Se cerchi action alla John Wick qui trovi più dialoghi
- Il finale è soddisfacente ma prevedibile, niente colpi di scena
Commenti (5)
Noioso. Ho smesso a metà.
DJay è un personaggio che odi e ami, ma il film non decolla mai del tutto, rimane lento per metà della durata.
Voto 7 pieno, atmosfera sudista incredibile, sembra di sentire il caldo di Memphis. Finale un po' telefonato ma ci sta.
Per me il vero protagonista è la colonna sonora, da brividi quella traccia che fa 'whoop that trick'... la ascolto ancora oggi.
Ma che voleva dire? Cioè un pappone che diventa rapper, ok, ma il messaggio qual è? Resta tutto in superficie per me.