Il cigno nero
Nina è una ballerina del New York City Ballet che sogna il "ruolo" e un amore che spezzi l'adolescenza mai finita. Incalzata dalla madre, si sottopone ad un allenamento sotto lo sguardo di Thomas Leroy. Coreografo appassionato e deciso a farne una stella, Leroy le assegna la parte della protagonista nella sua versione del "Lago dei cigni". Sul palcoscenico Nina sarà Odette. Eterea e piena di grazia Nina incarna alla perfezione il candore del cigno bianco e con difficoltà il suo doppio nero e tenebroso, che in una superba variazione ingannerà il suo principe e la voterà al suicidio. La ricerca del suo lato oscuro e della consapevolezza della propria sessualità la condurranno verso una tempesta emozionale e all'incontro con Lily, insidiosa rivale in nero. Dietro le quinte Nina si strugge e si predispone a 'doppiare' il suo cigno bianco.
Vale la pena? — Il cigno nero
3 motivi per guardarlo
- Natalie Portman che balla fino a spaccarsi le dita, ti fa venire i brividi
- La scena del sesso con Mila Kunis è diventata un meme su TikTok
- Il finale ti lascia a bocca aperta tipo 'che cazzo ho appena visto'
A chi piacerà
Se hai amato Euphoria per il lato dark dell'ossessione e Mare Fuori per i drammi familiari soffocanti. Perfetto per le serate in cui vuoi un film che ti spacca la testa.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi un balletto alla Barbie, qui trovi sangue e unghie rotte
- I primi 30 minuti sono lenti, ti avverto
- La madre di Nina è più inquietante di molti villain horror
Commenti (9)
La scena dello specchio dove Natalie Portman si trasforma è inquietante ma fatta benissimo, anche se il film mi ha un po' annoiato nel mezzo.
Nostalgico di quando i thriller psicologici non erano solo jumpscare. Il Cigno Nero tiene ancora, anche se certe parti invecchiano male. Il finale mi lascia sempre con un nodo allo stomaco.
All'ennesima espressione da cerbiatta sperduta della Portman e alla solita recitazione da gran seduttore di Cassel, ho gettato la spugna e ho acceso Pulp Fiction.
Boh, l'ho rivisto ieri e niente di che. Skip.
Tre stelle e basta. La Portman brava ma il film troppo pretenzioso, sembra voler essere profondo a tutti i costi.