Into the Wild - Nelle terre selvagge
Basato su una storia vera. Dopo aver conseguito la laurea alla Emory University, il ventiduenne Christopher McCandless (Emile Hirsch) abbandona la sua vita agiata, da’ in beneficenza i suoi risparmi (24.000 dollari) e parte in un viaggio verso l’ignoto. Il percorso di Christopher lo porta tra l’altro ad attraversare i campi di grano del Sud Dakota e a viaggiare controcorrente lungo il fiume Colorado: Chris incontrerà una serie di pittoreschi personaggi che cambieranno per sempre la sua visuale della vita, e si spingerà ancora oltre per raggiungere l’Alaska e vivere in mezzo alle “terre selvagge” del Nord del Paese.
Vale la pena? — Into the Wild - Nelle terre selvagge
3 motivi per guardarlo
- La scena del ragazzo che brucia i soldi ti fa pensare 'ma che cazzo'
- Il viaggio in Alaska è pura avventura, ti sembra di essere lì con lui
- I personaggi che incontra sono più interessanti della trama, tipo un Mare Fuori in versione on the road
A chi piacerà
Se hai amato le atmosfere di The Revenant o le prime puntate di The Last of Us. Perfetto per le serate in cui vuoi qualcosa che ti spacca la testa senza essere un horror.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi azione tipo John Wick, qui zero
- Il protagonista fa scelte che ti fanno bestemmiare, occhio
- È un film lento, non per le serate con gli amici che vogliono ridere
Commenti (9)
La scena del bus abbandonato mi ha fatto sentire una tristezza assurda, ma non so se è per il film o per la mia vita.
Mai capito perché tutti lo idolatrino. Un ragazzo privilegiato che fa scelte egoiste e paga il prezzo. La fotografia è bella, ma il messaggio mi lascia freddo.
All'inizio pensavo fosse solo un'altra storia di fuga dalla società, ma poi ho notato i dettagli sulla sua famiglia. Quella scena in cui sua sorella racconta l'infanzia violenta cambia tutto il film. Non è un eroe, è un ragazzo traumatizzato che cerca pace nel modo sbagliato. Bellino, ma dopo il rewatch ho capito che è più triste di quanto sembri.
Fra, la colonna sonora di Eddie Vedder è la vera protagonosta. Ogni volta che sento 'Society' mi viene voglia di mollare tutto e partire. Il film ci sta, ma le canzoni sono next level.
Boh, due ore di un tizio che cammina e muore. Niente di che, skip.