Kill Bill: Volume 1
8.0
2003
110 min
HD
La Sposa è una ex-killer che faceva parte della "Squadra Assassina Vipere Mortali". Aggredita e quasi uccisa il giorno delle nozze per ordine del suo padrino Bill, la Sposa entra in coma. Dopo quattro anni, però, si risveglia. Addestrata dai monaci Shaolin allo Zen e alle arti del Kung Fu, diventa una macchina di morte con una sola missione: uccidere Bill.
Verdetto
Vale la pena? — Kill Bill: Volume 1
3 motivi per guardarlo
- La scena del combattimento nella neve contro i Crazy 88 è un'icona del cinema, ti spacca la testa
- Uma Thurman con la tuta gialla è diventata un'immagine cult, tipo un supereroe ma più cattivo
- La colonna sonora con le chitarre surf ti entra in testa e non esce più
A chi piacerà
Se hai amato le scene di lotta di The Boys o l'estetica pulp di Stranger Things, questo è il tuo film. Perfetto per le serate con gli amici che vogliono azione pura e zero pause.
3 motivi per non guardarlo
- Skip se non sopporti il sangue a fiumi, qui è esagerato di proposito
- La trama è un pretesto per le fight scene, se cerchi profondità scegli altro
- I flashback e i salti temporali possono confondere se non stai attento
Commenti (11)
La colonna sonora è il vero personaggio. Da 'Battle Without Honor or Humanity' a 'Twisted Nerve', ogni brano definisce l'atmosfera meglio di qualsiasi dialogo. Peccato che la trama sia un semplice pretesto per arrivare alla prossima rissa.
Mai capito perché tutti lodino Tarantino per i dialoghi quando qui sono quasi zero. È solo un susseguirsi di combattimenti coreografati benissimo, sì, ma senza respiro. La Beatrix parla poco, gli altri meno. Per me è un film muto con spade.
La scena della battaglia nella casa di O-Ren Ishii con la neve che cade è pura estetica, ma dopo un po' la violenza diventa ripetitiva e perde mordente.
Spacca tantissimo.
Boh, l'ho rivisto ieri dopo anni e mi sono annoiato. All'epoca sembrava rivoluzionario, ora è solo un film d'azione un po' datato, con quelle scene in bianco e nero che rallentano tutto. La Uma Thurman fa la sua parte, ma non basta.