L'ultimo Vermeer
Mentre Joseph Piller (Claes Bang), un ebreo olandese, combatteva nella Resistenza durante la Seconda guerra mondiale, l’arguto e cortese esperto d’arte Han van Meegeren (Guy Pearce) ospitava serate edonistiche e vendeva tesori dell’arte olandese a Hermann Göring e altri ufficiali nazisti. Dopo la guerra, Piller diventa un investigatore col compito di identificare e ridistribuire l’arte rubata, accusando l’esuberante van Meegeren di collaborazionismo, un crimine punibile con la morte. Ma, nonostante le prove raccolte, Piller, con l’aiuto della sua assistente (Vicky Krieps) si convince sempre di più dell’innocenza di Han e si trova nell’improbabile posizione di lottare per salvargli la vita.
Vale la pena? — L'ultimo Vermeer
3 motivi per guardarlo
- Guy Pearce che interpreta un truffatore d'arte con stile da gangster elegante, tipo Peaky Blinders ma in giacca e cravatta
- La scena del processo finale ti tiene incollato come un episodio di Money Heist
- La trama è un thriller investigativo che ti fa dubitare di tutti, no joke
A chi piacerà
Se ti è piaciuta la tensione di The Imitation Game o le atmosfere di Peaky Blinders, ma con meno violenza e più intrighi. Perfetto per una serata in cui vuoi un film storico che non ti faccia addormentare.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi azione o colpi di scena ogni 5 minuti, skip
- Il ritmo è lento in alcuni punti, ti avverto
- La trama è più da thriller legale che da guerra, occhio se aspetti scene di combattimento
Commenti
Ancora nessun commento. Sii il primo a dire la tua.