L'uomo del labirinto
L’ondata di caldo anomala travolge ogni cosa, costringendo tutti a invertire i ritmi di vita: soltanto durante le ore di buio è possibile lavorare, muoversi, sopravvivere. Ed è proprio nel cuore della notte che Samantha riemerge dalle tenebre che l’avevano inghiottita. Tredicenne rapita e a lungo tenuta prigioniera, Sam ora è improvvisamente libera e, traumatizzata e ferita, è ricoverata in una stanza d’ospedale. Accanto a lei, il dottor Green, un profiler fuori dal comune. Green infatti non va a caccia di mostri nel mondo esterno, bensì nella mente delle vittime. Perché è dentro i ricordi di Sam che si celano gli indizi in grado di condurre alla cattura del suo carceriere: l’Uomo del Labirinto. Ma il dottor Green non è l’unico a inseguire il mostro...
Vale la pena? — L'uomo del labirinto
3 motivi per guardarlo
- Toni Servillo e Dustin Hoffman insieme in un thriller italiano, una combo che non capita spesso
- Il concetto del profiler che scava nella mente della vittima è tipo Mindhunter ma più dark
- La scena del labirinto mentale ti fa sentire claustrofobico pure da casa
A chi piacerà
Se hai bingeato serie come The Sinner o True Detective e cerchi un thriller psicologico made in Italy. Perfetto per le serate in cui vuoi un mistero che ti tiene incollato senza bisogno di esplosioni.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi azione tipo John Wick, qui è tutto psicologico
- Il ritmo a volte è lento, ti avverto
- Il finale divide, preparati a discutere con chi lo guarda con te
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