La conversazione
Specialista in intercettazioni, che ha sempre vissuto immerso nel lavoro, scopre di avere una coscienza, di essere responsabile di quello che fa, di essere prima complice e poi vittima. Palma d'oro a Cannes e designato agli Oscar (film, regia), è un thriller che anticipa i tempi (Watergate) e le mode, rimanda al cinema di Antonioni (fotografia funzionale di Bill Butler), ma anche agli incubi allucinati di un Kafka tecnologicamente aggiornato. Uno dei migliori film USA degli anni '70 con un G. Hackman perfetto come antieroe dell'era elettronica. Apparizione non accreditata di Robert Duvall.
Vale la pena? — La conversazione
3 motivi per guardarlo
- Gene Hackman che ascolta conversazioni private e si fa paranoie, tipo un hacker degli anni '70
- La scena del parco con il registratore nascosto è un'ansia pura che ti prende lo stomaco
- Il finale ti lascia con un 'e adesso?' che ti spacca la testa per giorni
A chi piacerà
Se hai amato la tensione di Breaking Bad o le paranoie di Mr. Robot, ma in versione vintage. Perfetto per le serate in cui vuoi un thriller che ti tiene incollato senza bisogno di esplosioni.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi azione tipo John Wick, qui zero sparatorie
- Il ritmo è lento, ti avverto, non è per chi vuole adrenalina a ogni scena
- Dialoghi e silenzi da ascoltare con attenzione, skip se sei distratto
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