La doppia ora
Sonia viene da Lubiana e fa la cameriera in un hotel. Guido è un ex poliziotto e lavora come custode in una villa fuori città. Si incontrano per caso in uno speed date. Lui è un cliente fisso. Per lei è la prima volta, e si vede. Poche parole, un'istintiva attrazione. In pochi giorni imparano a conoscersi, ad aprirsi, a svelare le proprie ferite. Sono sul punto di innamorarsi, quando Guido muore. Improvvisamente, durante una rapina nella villa che dovrebbe custodire. Sonia si ritrova da sola a elaborare un lutto di cui non riesce a trovare il senso. E di cui alcuni addirittura la ritengono responsabile. Mentre il passato di Sonia ritorna, con tutti i suoi nodi non risolti, la realtà che la circonda comincia a collassare, fino a crollarle addosso.
Vale la pena? — La doppia ora
3 motivi per guardarlo
- Il colpo di scena a metà film ti spacca la testa e ti fa rivedere tutto
- Filippo Timi e Ksenija Rappoport hanno una chimica che ti tiene incollato
- La scena del speed date è cringe ma realistica, ti ci ritrovi
A chi piacerà
Se hai amato i thriller psicologici tipo 'Gone Girl' o le atmosfere cupe di 'Dark'. Perfetto per una serata in cui vuoi un mistero che ti fa dubitare di tutto.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi azione tipo John Wick, qui zero
- Il ritmo è lento, ti avverto, non è per tutti
- Il finale lascia domande aperte che potrebbero darti fastidio
Commenti (1)
Non mi ha convinto, all'inizio prometteva bene come thriller ma poi la trama diventa scontata e confusionaria. La protagonista recita da principiante, se avete alternative vi consiglio di guardare altro. Gli do un 4.