La mia famiglia a Taipei
La famiglia della piccola I-Jing torna a Taipei dopo diversi anni. Mentre la madre single fronteggia i debiti gestendo un chiosco in un vivace mercato notturno e la sorella maggiore contribuisce con un lavoretto part-time, la bambina esplora con meraviglia la nuova vita cittadina: le strade, le bancarelle, le luci della metropoli. Ma perché disegna con la mano sinistra? Il nonno non vuole, dice che quella è una mano malvagia. Questo singolare divieto darà il via a una serie di vicende incredibili e inaspettate: con quella mano, I-Jing arriverà a ribaltare le sorti della sua famiglia e a sfiorare un segreto ben custodito.
Vale la pena? — La mia famiglia a Taipei
3 motivi per guardarlo
- La scena del mercato notturno con le luci e i suoni ti trasporta a Taipei no joke
- La bambina che disegna con la mano sinistra e ribalta tutto è la vera chicca
- Il nonno che dice 'mano malvagia' ti fa pensare ai nonni italiani con le loro fissazioni
A chi piacerà
Se hai amato le storie di famiglia tipo Mare Fuori ma senza criminalità, o i drammi intimi di SKAM Italia. Perfetto per la serata tranquilla in cui vuoi qualcosa che ti tocchi senza essere pesante.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi azione o colpi di scena tipo The Boys, qui zero
- Il ritmo è lento, ti avverto, non è per le maratone frenetiche
- La trama è semplice, skip se vuoi qualcosa che ti spacca la testa
Commenti (4)
scialbo e monotono, zero poesia e zero originalità. Si può saltare a piè pari.
Vabbè ma ha scritto la sceneggiatura pure lui, la differenza è minima e si è notato.
Con Sean Baker non mi trovo, dopo l'altro film brutto eccone un altro che mi ha deluso parecchio. Avevo molte aspettative, ma tanto fumo e niente arrosto. Trama banale e soliti cliché, mi ha annoiato più che emozionato. Visivamente bello e la bambina è carina, ma basta così.
Davvero piacevole. La regista evita di giudicare qualsiasi cosa o persona. Il film riflette semplicemente tutti noi che tiriamo avanti alla giornata... come capita, insomma. VOTO 7,5/10