La prova
New York, anni Venti. Lo scaltro Chris (Van Damme) capeggia una banda di orfanelli dediti al borseggio. Le cose, però, si mettono male e Chris viene costretto a lavorare come schiavo su un vascello turco. Durante un assalto da parte dei pirati l'uomo mette in mostra le sue doti di lottatore. Viene quindi condotto nell'isola di Muay Tahi dove potrà addestrarsi e sostenere una sfida con i migliori lottatori di kickboxing del mondo. Van Damme tenta di legittimare un secondo tempo in stile "Mortal Kombat" con una prima parte che ricorda "C'era una volta in America", dal sapore nostalgico, ma al confine del ridicolo. Compare anche il redivivo Roger Moore, che accettò il ruolo per sostenere le spese del divorzio, rivestito da Arsenio Lupin con optional alla James Bond.
Vale la pena? — La prova
3 motivi per guardarlo
- Van Damme che spacca facce su un'isola esotica, puro divertimento anni '90
- La scena della nave con i pirati è action a bomba, zero dialoghi
- Il mix improbabile tra C'era una volta in America e Mortal Kombat è un esperimento da vedere
A chi piacerà
Se hai amato i film di arti marziali anni '90 tipo Bloodsport o Kickboxer. Perfetto per la serata nostalgia con gli amici che ridono delle scenette drammatiche.
3 motivi per non guardarlo
- La prima parte è lenta, ti avverto
- Se cerchi un film serio, qui trovi più cringe che dramma
- Van Damme fa sempre Van Damme, skip se non ti piace il suo stile
Commenti (1)
Da fan sfegatato di questo attore, devo dire che poteva uscirne un film molto più riuscito. Praticamente è una versione di "Senza esclusione di colpi" ma con più avventura, c'è pure Roger Moore nel cast che secondo me è sprecato in sta pellicola. Intrattiene fino alla fine, ok, però le scene di lotta non hanno lo stesso impatto e potenza di altri suoi film, ed è un peccato perché si poteva fare di più, invece qui han fatto il minimo indispensabile.