La tregua

La tregua

6.3 2025 150 min HD

I soldati Reyes e Salgado combatterono su fronti opposti durante la Guerra civile spagnola. Il destino li farà rincontrare alcuni anni dopo, quando si ritrovano a condividere la sofferenza e la speranza nel gulag sovietico dove entrambi sono tenuti prigionieri durante la Seconda guerra mondiale. Una convivenza che li costringerà a unire le forze per affrontare il freddo, la fame e l'orrore che aleggia dietro il filo spinato. Dovranno spogliarsi delle loro ideologie per scoprire la persona nascosta sotto ogni uniforme.

Verdetto

Vale la pena? — La tregua

3 motivi per guardarlo

  • Miguel Herrán (Río di Money Heist) e Arón Piper (Ander di Elite) insieme in un gulag, una combo che spacca
  • La scena del primo scontro tra ex nemici è pura tensione da film di prigionia
  • Il finale ti lascia con la domanda 'ma chi aveva ragione?' per giorni

A chi piacerà

Se hai visto Mare Fuori e ti piacevano le dinamiche tra rivali forzati a collaborare. Perfetto per chi cerca qualcosa di più serio dopo una maratona di The Boys, ma senza rinunciare a volti noti.

3 motivi per non guardarlo

  • Se cerchi azione tipo John Wick, qui è più dialogo e sopravvivenza
  • Il ritmo è lento in alcuni punti, ti avverto
  • La guerra civile spagnola non è spiegata, devi già saperla o googlearla

Commenti (4)

  • Capisco il valore storico del film, ma dopo 40 minuti canonici ho mollato. Ci sono modi migliori per morire. La lentezza e lo squallore della narrazione, già ambientata nel deprimente mondo dei campi comunisti, ti danno una mazzata sugli zebedei veramente ingiusta. Nemmeno la presenza delle due star spagnole Arón Piper (Elite) e Miguel Herrán (La Casa di Carta) ha risollevato il polpettone. Peccato, perché di base sono entrambi talentuosi e vederli inediti INSIEME dava buone speranze. Usare poi il nome "La Tregua" associandolo al capolavoro...

  • Ha delle idee interessanti e un'ambientazione curata, ma alla fine non ti prende. Il ritmo è troppo lento e stanca, i personaggi non ti entrano dentro e la storia tira per le lunghe senza mai toccare davvero. Esteticamente piacevole, ma emotivamente piatto: sembra profondo, ma resta in superficie e non lascia il segno.

  • Film tratto da un libro di Primo Levi, davvero toccante. Fa riflettere molto sulla tragedia dell'olocausto.

  • Visto un po' di tempo fa, è davvero un bel film. È tratto dal libro di Primo Levi.

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