La zona d'interesse

La zona d'interesse

7.0 2023 105 min HD

Liberamente ispirato all’omonimo romanzo di Martin Amis, "La Zona d’interesse" è la storia di una famiglia tedesca apparentemente normale che vive - in una bucolica casetta con piscina - una quotidianità fatta di gite in barca, il lavoro d’ufficio del padre, i tè della moglie con le amiche, le domeniche passate a pescare al fiume. Peccato che l’uomo in questione sia Rudolf Höss, comandante di Auschwitz, e la deliziosa villetta con giardino in cui vive con la sua famiglia in una surreale serenità è situata proprio al confine con il campo di concentramento, a due passi dall’orrore, così vicino e così lontano.

Verdetto

Vale la pena? — La zona d'interesse

3 motivi per guardarlo

  • Il contrasto tra la vita borghese e l'orrore del campo è così surreale che ti spacca la testa
  • La scena del tè in giardino con le ciminiere sullo sfondo è già diventata virale
  • La regia di Glazer (Under the Skin) ti fa sentire l'inquietudine senza mostrare nulla

A chi piacerà

Se hai amato la tensione psicologica di The White Lotus o l'atmosfera claustrofobica di The Handmaid's Tale. Per chi cerca qualcosa che ti rimane addosso dopo la fine, tipo l'effetto di Midsommar.

3 motivi per non guardarlo

  • Zero azione, è tutto sottotesto e silenzi
  • Se cerchi un film storico tradizionale, qui non trovi date o battaglie
  • Il ritmo è lento tipo From, ma senza i mostri: devi avere pazienza

Commenti (7)

  • La scelta di ambientare tutto dietro il muro del campo senza mostrare nulla direttamente è interessante, ma dopo un po' stanca. La regia è precisa, ma il ritmo è lentissimo, mi sono addormentato due volte. Non è per tutti.

  • Boh, l'atmosfera claustrofobica ci sta, ma alla fine niente di che. Tre stelle e basta.

  • Quello che rende questo film imperdibile è come mostra l'indifferenza verso le profondità più abissali che un essere umano può toccare. Liliana Segre ha ragione a temere che, quando non ci saranno più testimoni diretti, tutto possa essere messo in discussione. È normale dubitare che simili orrori siano davvero accaduti, che siano stati negati e che possano ripetersi. Fa gelare il sangue. E guardandolo in lingua originale, io che capisco il tedesco, ho potuto apprezzare anche la recitazione e le sfumature vocali.

  • un film discreto, niente di che come dicono. inquieta come un horror vedere la vita quotidiana di Rudolf Höss, il comandante di Auschwitz con la casa attaccata al campo. vederli che curano i fiori, amano le rose e le azalee, fanno picnic, giocano con le coccinelle... e accanto mandano al rogo migliaia di persone. è la banalità del male di Arendt, i nazisti erano gente normale come noi, non mostri. e come gente normale siamo capaci di atrocità mostruose.

  • Sandra Hüller è brava come sempre, ma il personaggio della moglie del comandante che vive la sua vita normale mentre accade l'orrore mi ha lasciato un senso di vuoto assurdo. La normalità del male resa in modo così asettico fa più paura di tanti film horror. Ci ho pensato per giorni dopo.

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