Mean Streets - Domenica in chiesa, lunedì all'inferno
New York, 1973. Charlie è un trentenne diviso tra l'aspirazione all'arrampicata sociale con l'aiuto di uno zio mafioso, l'amore per la cugina epilettica Teresa e la volontà di prendersi cura del cugino di lei, Johnny Boy, un mattacchione insofferente a qualsiasi regola di comportamento. Charlie si muove per le strade del suo quartiere, Little Italy, tra debiti, risse e scorribande notturne, alla vigilia della festa di San Gennaro. Con lui ci sono anche Tony, titolare del bar che funge da ritrovo fisso del gruppo, e Michael, l'arrogante e il permaloso della compagnia, pronto a tutto per di dare una dimostrazione di forza.
Vale la pena? — Mean Streets - Domenica in chiesa, lunedì all'inferno
3 motivi per guardarlo
- De Niro giovane che spacca come Johnny Boy, un personaggio che ispirerà tutti i gangster dopo
- La scena del bar con 'Jumpin' Jack Flash' è pura energia anni '70 che ti entra nelle vene
- Vedere Scorsese prima di Scorsese, tipo l'episodio zero di tutti i mafiosi che conosci
A chi piacerà
Se hai amato la prima stagione di Gomorra o i drammi di strada di Mare Fuori, ma vuoi vedere da dove è partito tutto. Perfetto per chi cerca le radici del cinema gangster senza filtri.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi azione alla John Wick, qui trovi più chiacchiere che sparatorie
- Il ritmo è lento, ti avverto, non è un binge-watch facile
- La fotografia è grezza anni '70, occhio se sei abituato agli HD
Commenti (1)
Atmosfera autentica e personale, con tante canzoni italiane d'epoca che danno il tono. Scorsese dirige con un'energia che ti prende, e De Niro è grandioso (Keitel un po' meno). La storia è un po' frammentata, il ritmo non sempre regolare e i personaggi non sono approfonditi tantissimo. Però rimane un film sincero, importante nel percorso del regista. Non perfetto, ma da vedere.