Noi anni luce
Elsa, 17 anni, non ha ancora davvero iniziato a vivere la sua adolescenza quando scopre che tutto potrebbe essere già finito: ha la leucemia e le serve subito un trapianto di midollo. L’unico possibile donatore? Qualcuno di cui non conosce neppure il nome e tantomeno sa dove si trovi: suo padre. Ad accompagnarla nel viaggio alla ricerca dell’uomo c’è Edo, un coetaneo conosciuto in ospedale. Tra Elsa e Edo non sembra esserci nulla in comune tranne il fatto di avere la stessa malattia, dalla quale lui però è ormai quasi guarito. O almeno questo è ciò che le ha detto.
Vale la pena? — Noi anni luce
3 motivi per guardarlo
- La chimica tra Elsa ed Edo ti prende come in una puntata di SKAM Italia
- La scena del viaggio in macchina con Caterina Guzzanti che fa la madre è pura commedia
- Il finale ti lascia con un nodo in gola ma senza essere troppo zuccheroso
A chi piacerà
Se hai pianto con 'Tre metri sopra il cielo' o ti sei appassionato ai drammi adolescenziali di Euphoria. Perfetto per una serata sul divano con qualcuno con cui condividere un po' di emozioni.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi azione o colpi di scena tipo The Boys, qui zero
- La malattia è centrale, skip se non vuoi temi pesanti
- Il ritmo è lento in alcuni punti, tipo quando aspetti una puntata di Mare Fuori
Commenti (1)
storia scontata che usa la malattia per fare colpo