Non lasciarmi

Non lasciarmi

6.8 2010 103 min HD

Kathy H. è una badante che affianca i pazienti durante le donazioni degli organi. In un lungo flashback ricorda l'infanzia e l'adolescenza trascorse nel college inglese di Hailsham, l'amicizia con Ruth e l'amore per Tommy. Durante quegli anni i protagonisti vennero informati da una tutrice che il loro destino era già stato pianificato. Kathy si presenta con l'iniziale del suo cognome: 'H'. Questa mutilazione anagrafica (oltre che citazione kafkiana) prefigura già una privazione dell'identità. I tre protagonisti non accenneranno mai ad un'origine o ad un legame di parentela. Vivono questa condizione di orfani, assuefatti alla grigia e silente crudeltà di Hailsham, un college mengheliano che li riduce a polli da batteria per servire il progresso scientifico. Sono creature che non diranno mai 'io'.

Se ci oscurano, il nuovo indirizzo è solo sul canale Visto questo? Parlane con noi sul gruppo Telegram →

Commenti (18)

  • il film racconta sufficientemente il romanzo scioccante di Ishiguro, l’idea è indimenticabile e forte, dei bambini e bambine vengono allevati come riserve di organi per salvare vite umane, ma anche i cloni hanno un’anima e si possono innamorare, il film ha molti tempi lenti e morti e scade nel sentimentalismo più sciropposo, comunque sufficientemente consigliato

  • Molto bello, lo consiglio vivamente…

  • Quello che mi stupisce ‘e che non capiate che noi siamo esattamente loro…non si ribellano, perche noi ci ribelliamo alla morte? Non fanno domande ai loro insegnanti.noi chiediamo ai nostri genitori perche ci hanno messo al mondo se poi saremmo dovuti morire?ognuno accetta la vita cosi come gli viene data e seppure vivessimo 25 anni come nel film , cento anni o mille, nonostante questo ognuno di noi sentirebbe di non aver vissuto abbastanza.

  • film supendo.molto commovente..l’unico aspetto che non mi è piaciuto è stato quello rinunciatario da parte dei protagonisti

  • Bellissimo. Ancora una volta ci si chiede fino a che punto l’uomo può essere crudele per salvare la sua stessa vita. Non ho letto il romanzo di Ishiguro ma lo farò al più presto. D’altra parte il film “Quel che resta del giorno” era tratto dal suo libro omonimo. Per rispondere al quesito del perché i donatori non scappano mi viene in mente la battuta di un personaggio del film “Il velo dipinto”: “Quando amore e dovere coincidono si è in uno stato di grazia” e fra i tre protagonisti Kathy certamente lo è, per tutto il racconto.

Lascia un commento