Nostalgia
Felice Lasco torna a Napoli, nel rione Sanità, dopo quarantacinque anni trascorsi fra Medio Oriente e Africa. La madre sta morendo e lui la accudisce fino all’ultimo con tardiva ma amorosa pazienza. Poi, invece di tornare al Cairo dove lo aspetta l’amata compagna, Felice sembra obbedire al richiamo delle radici e di un destino, e resta. Resta perché in attesa dell’incontro fatale con Oreste, noto ormai come delinquente incallito. Poi, imprevedibile, il delitto di un usuraio. Oreste gli sfonda la testa. Felice è agghiacciato, non tradisce l’amico ma si chiude in un silenzio pieno di angoscia finché uno zio non lo porta con sé a Beirut, dove comincia una nuova vita. Ora, dopo tanto tempo, Felice si espone alla sofferta bellezza della sua città, alla disperazione e anche al formicolare di speranze che agitano il Rione Sanità, illuminato dal testardo operare di don Rega.
Vale la pena? — Nostalgia
3 motivi per guardarlo
- Pierfrancesco Favino che torna a Napoli dopo 45 anni e si ritrova nel caos della Sanità
- La scena del delitto ti lascia il fiato sospeso, tipo Gomorra ma più intima
- Il silenzio di Favino dopo il crimine è più potente di mille parole, ti spacca la testa
A chi piacerà
Se hai amato Mare Fuori o le atmosfere cupe di Suburra, ma vuoi un dramma più personale. Perfetto per le serate in cui cerchi qualcosa di profondo, ma con quel tocco crime che tiene incollati.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi azione alla John Wick, qui è tutto lento e introspettivo
- Skip se non sopporti i dialoghi lunghi e le pause cariche di tensione
- La trama non ha colpi di scena epici, ti avverto
Commenti
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