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Parthenope
La vita di Partenope, che si chiama come la sua città, ma non è né una sirena, né un mito. Dal 1950, quando nasce, fino a oggi. Dentro di lei, tutto il lunghissimo repertorio dell’esistenza: la spensieratezza e il suo svenimento, la bellezza classica e il suo cambiamento inesorabile, gli amori inutili e quelli impossibili, i flirt stantii e le vertigini dei colpi di fulmine, i baci nelle notti di Capri, i lampi di felicità e i dolori persistenti, i padri veri e quelli inventati, la fine delle cose, i nuovi inizi. Gli altri, vissuti, osservati, amati, uomini e donne, le loro derive malinconiche, gli occhi un po’ avviliti, le impazienze, la perdita della speranza di poter ridere ancora una volta per un uomo distinto che inciampa e cade in una via del centro. Sempre in compagnia dello scorrere del tempo, questo fidanzato fedelissimo. E di Napoli, che ammalia, incanta, urla, ride e poi sa farti male.
Commenti (5)
uagliò o film chiù bbell ncopp a Nnapule resta semp' a "morte di un matematico napoletano" . Sorrentino
Una cagata pazzesca.
Paolo sorrentino è lontano dai suoi film migliori e lontanissimo dal suo film più bello che rimane L'Uomo in Più
su napoli vanno bene solo documentari tutto il resto e poco o nulla
Da napoletano tutta la vita la passo a napoli non riconosco le recite da dacenni su napoli