Perfect Days

Perfect Days

7.8 2023 124 min HD

Hirayama conduce una vita semplice, scandita da una routine perfetta. Si dedica con cura e passione a tutte le attività della sua giornata, dal lavoro come addetto alle pulizie dei bagni pubblici di Tokyo all’amore per la musica, ai libri, alle piante, alla fotografia e a tutte le piccole cose a cui si può dedicare un sorriso. Nel ripetersi del quotidiano, una serie di incontri inaspettati rivela gradualmente qualcosa in più del suo passato.

Verdetto

Vale la pena? — Perfect Days

3 motivi per guardarlo

  • La scena in cui ascolta Lou Reed mentre pulisce i bagni è un mood che ti spacca la testa
  • La routine zen di Hirayama è ipnotica, ti fa rivalutare le tue giornate
  • I dettagli fotografici e musicali sono curati a bomba, tipo playlist da condividere

A chi piacerà

Se hai amato la calma di 'From' o i momenti introspettivi di 'Euphoria', ma cerchi qualcosa di più lento. Perfetto per le serate da soli con le cuffie, quando vuoi staccare dal caos.

3 motivi per non guardarlo

  • Se cerchi azione tipo The Boys, qui zero
  • Il ritmo è lento, ti avverto: niente colpi di scena
  • Skip se odi i film dove 'non succede niente', fra

Commenti (11)

  • Mai capito perché lo chiamano dramma. È più un documentario sulla vita di un tizio che pulisce i bagni. Carino per rilassarsi, ma niente di che.

  • La scena in cui ascolta la cassetta in macchina con la luce che filtra dagli alberi... quella mi è rimasta. Non è un film da trama, è tutto atmosfera e gesti piccoli. Ci ho visto un po' di me, in quella routine che sembra vuota ma ha il suo senso. Però fra, se cerchi azione o colpi di scena, stai lontano.

  • La prima parte è fantastica, unica, curata nei dettagli. Ma quando arriva la nipote, perde tutta la magia. Gli do un 6 e mezzo.

  • Il legame tra Wenders e Tokyo scorre come un fiume nel tempo, dagli anni Ottanta in poi, nutrito dalla devozione per Ozu. Perfect Days: poche parole, pura poesia. Attimi minuscoli e magici della routine che brillano come segreti svelati. L'arte di donarsi completamente al proprio lavoro, che sia pulire un gabinetto o osservare la luce tra le foglie. Contempl-azione. Una disciplina di vita che, nella dedizione silenziosa, riecheggia lo zen. Come il maestro Ummon che accostava la pratica allo zen al gesto di andare al cesso.

  • Una colonna sonora fantastica che segue la vita di un uomo apparentemente appagato. Un tipo "analogico", come me. Un lavoro poco piacevole, ma reso nobile da un'impegno, una professionalità e una dignità fuori dal comune. Forse un po' troppo lungo, verso la fine stanca un pochino. Quello che mi ha dato fastidio è stato scoprire, dalle parole di Wenders, il passato di Hirayama che il film non racconta. Alla fine, un uomo che, nonostante l'amore per le piccole cose, è umano come noi: si arrabbia, sogna, si scoraggia.

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