Quell’estate con Irène
Siamo nel 1997, Clara (Maria Camilla Brandenburg) e Irène (Noée Abita) hanno 17 anni e un male che le costringe a lunghi ricoveri in ospedale. È proprio lì che si incontrano e diventano grandi amiche nonostante i caratteri diversi. Clara, timida e introversa, si lascia travolgere dall’energia incontenibile di Irène. Le due diventano inseparabili e insieme sognano la libertà lontano dall'ombra della malattia. Un sogno che presto diventa realtà, quando un giorno d'estate decidono di scappare dall’ospedale e andare su un'isola lontana dove scaldarsi al sole e passare le vacanze più belle della loro giovane vita.
Vale la pena? — Quell’estate con Irène
3 motivi per guardarlo
- La fuga dall'ospedale ti fa tifare per loro come in Mare Fuori
- L'amicizia tra Clara timida e Irène esplosiva è pura vibrazione
- La scena dell'isola ti fa sognare l'estate anche se fuori piove
A chi piacerà
Se hai amato le amicizie intense di Euphoria o le storie di ribellione di SKAM Italia. Perfetto per una serata in solitaria quando hai voglia di qualcosa di toccante ma senza drammi esagerati.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi azione o colpi di scena, qui zero
- Il ritmo è lento tipo pomeriggio piovoso, ti avverto
- Con un IMDb 5.3 non aspettarti chissà cosa, è una storia semplice
Commenti (3)
Film per pochi, difficile da capire se non sei abituato a ragionare. Chi non riflette si annoia dopo dieci minuti o magari non lo inizia neanche, e forse è meglio così. Ci sono capolavori per tutti e altri solo per alcuni, e va bene così. Questo è un capolavoro.
Ho visto recensioni che lo definiscono un capolavoro. Forse io non sono abbastanza sveglio per apprezzarlo così tanto. I dialoghi sono quasi inintelligibili, sembrano strilli invece che parole parlare. Sussurrano, si mangiano le frasi. La Abita la capisco, si sente l'accento. Ma la Brandenburg... Per il resto la storia diventa quasi monotona nonostante la tragedia. Non so che pensare.
L'intenzione è buona, ma il risultato non mi ha convinto del tutto. Le attrici sono fisicamente perfette, sembrano davvero fragili e diafane, soprattutto la Brandenburg. Quello che non mi è piaciuto è il loro rapporto con la realtà: sono minorenni, e certe scelte pratiche mi sono parse poco credibili.