Qui rido io
Eduardo Scarpetta, popolare e smisurato capocomico, vive per il teatro e per mantenere i suoi figli. Numerosi e (il)legittimi si passano come un testimone Peppiniello, personaggio simbolico di "Miseria e nobiltà". Tra una sfogliatella e una scappatella, Scarpetta crea il moderno teatro napoletano e una famiglia allargata, un magnifico intreccio di energie e talento che cresce sul palcoscenico e incrementa nel talamo. In gioventù ha sposato Rosa De Filippo, di cui riconosce il figlio illegittimo, Domenico, e con cui concepisce Vincenzo e Maria, in segreto ha avuto una relazione con Anna, sorellastra di Rosa, da cui ha già avuto due figli. Ma è Luisa, nipote di Rosa, l'amore di cui ha più appetito e da cui nascono Titina, Eduardo e Peppino. Mattatore che non conosce limiti e creanza, scrive "Il figlio di Iorio" per burlarsi del D'Annunzio ("La figlia di Iorio") ma il poeta non apprezza e lo querela. Sulla scena del tribunale dovrà vedersela con giudici e detrattori. Parodia o plagio?
Vale la pena? — Qui rido io
3 motivi per guardarlo
- Toni Servillo che fa il comico napoletano con una famiglia allargata da soap opera
- La scena della sfogliatella e della scappatella è puro caos stile Mare Fuori
- Peppiniello di 'Miseria e nobiltà' ti fa capire perché è ancora un culto
A chi piacerà
Se hai visto Boris e ti sei chiesto come fosse il teatro napoletano vero. Perfetto per chi cerca qualcosa di diverso dai soliti blockbuster, tipo una puntata lunga di Suburra ma in teatro.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi azione o risate continue, skip
- È un dramma storico, occhio al ritmo lento
- I dialoghi napoletani richiedono attenzione, se non sei abituato fai fatica
Commenti
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