Rosemary's baby: nastro rosso a New York

Rosemary's baby: nastro rosso a New York

7.8 1968 138 min HD

Rosemary e Guy Woodhouse, una giovane coppia di New York, si trasferiscono in un nuovo appartamento di un palazzo che gode di una cattiva reputazione. I due fanno subito amicizia con i vicini, Roman e Minnie Castevet, una vecchia coppia molto gentile e premurosa nei loro confronti. Da subito però iniziano ad accadere strani incidenti nel palazzo.

Verdetto

Vale la pena? — Rosemary's baby: nastro rosso a New York

3 motivi per guardarlo

  • La scena del sogno demoniaco è un incubo che ti resta in testa per giorni
  • Mia Farrow che scende le scale con il coltello è iconica tipo Wednesday Addams ma più dark
  • Il finale ti lascia con la pelle d'oca e voglia di spoilerare tutto agli amici

A chi piacerà

Se hai amato l'atmosfera claustrofobica di From o i thriller psicologici di You. Perfetto per le serate horror con chi apprezza i brividi lenti e le paranoie che si accumulano.

3 motivi per non guardarlo

  • Se cerchi jump scare e sangue, qui è tutto psicologico
  • I primi 40 minuti sono lenti, ti avverto
  • Il finale è ambiguo, se vuoi risposte chiare skip

Commenti (10)

  • La scena del parto mi ha fatto venire i brividi per davvero, mai visto nulla di simile prima. Polanski sa come creare tensione senza mostrare quasi nulla.

  • Che barba, pure peggio del primo!

  • Mi ricordo quando l'ho visto la prima volta da ragazzino, mi aveva terrorizzato. Rivedendolo ora, colpisce più l'atmosfera claustrofobica di quell'appartamento che gli elementi horror veri e propri. La colonna sonora inquietante e le inquadrature strette su Mia Farrow fanno il grosso del lavoro. Però devo dire che alcune parti invecchiate male, tipo certi dialoghi, smorzano un po' l'effetto. Nel complesso resta un film che si fa guardare, ma non è tra i miei preferiti del genere.

  • Mai capito perché tutti lo considerino un capolavoro. Io l'ho trovato lento e prevedibile, con un finale che non mi ha sorpreso per niente.

  • Boh, carino e basta. Non mi ha spaventato più di tanto.

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