Senza fine
Una località termale fuori dal tempo, un hotel anni ’40, un luogo che sposta il presente chissà dove. Non il passato, la vita trascorsa di Ornella Vanoni, ma la rivelazione – attuale – della sua intimità, esibita attraverso una relazione: il rapporto con la regista. L’energia, il carattere, la musica, i confronti, il caldo, la fatica. Tutto viene ripreso senza risparmiare niente, nemmeno le discussioni tra Ornella ed Elisa. Il film asseconda quello che naturalmente Ornella genera e si piega all’imprevisto, al presente. E poi gli incontri con gli amici, i musicisti, Vinicio Capossela, Samuele Bersani, la tromba di Paolo Fresu che risuona negli spazi vuoti del grande albergo dove tra giornate identiche scandite da cure e trattamenti, prende spazio il racconto, la memoria, ma anche il futuro mentre Ornella si prepara a diventare creatura fantastica fatta di voce e sogno, destinata all’eternità.
Vale la pena? — Senza fine
3 motivi per guardarlo
- Ornella Vanoni che si sbottona con la regista, tipo reality show ma con una leggenda
- Le scene con Vinicio Capossela e Samuele Bersani sono camei da fan, ti fanno sentire dentro al backstage
- La location termale anni '40 è un mood a sé, ti trasporta in un'altra dimensione senza bisogno di effetti speciali
A chi piacerà
Se hai amato i documentari intimi tipo quelli su Amy Winehouse o il dietro le quinte di Zerocalcare. Perfetto per le serate chill con chi apprezza le storie vere più delle fiction.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi azione o trama, qui zero, è puro mood
- Il ritmo è lento, ti avverto, non è per le maratone frenetiche
- Skip se non conosci Vanoni, perdi metà delle battute
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