The Elephant Man
Londra, seconda metà dell'Ottocento. A causa di una malattia molto rara, la neurofibromatosi, che gli ha dato sembianze mostruose, il giovane John Merrick viene esposto come "uomo elefante" nel baraccone di Bytes, un alcolizzato che campa sfruttando la sua mostruosità e lo tratta come una bestia. E' qui che Merrick viene scoperto dal dottor Frederick Treves, un chirurgo del London Hospital che convince Bytes a cederglielo per qualche tempo in modo da poterlo studiare e curare. Portato in ospedale e presentato a un congresso di scienziati, John si rivela ben presto agli occhi di Treves come un uomo di intelligenza superiore e di animo raffinato e sensibile.
Vale la pena? — The Elephant Man
3 motivi per guardarlo
- David Lynch ti porta in un mondo gotico che sembra uscito da una puntata di Stranger Things
- La scena in cui Merrick dice 'Non sono un elefante' ti spacca la testa
- Anthony Hopkins e John Hurt in un duetto che ti fa dimenticare di stare guardando un film del 1980
A chi piacerà
Se hai amato la prima stagione di The Crown o ti sei emozionato con i personaggi emarginati di Mare Fuori. Perfetto per le serate in cui vuoi qualcosa che ti rimane addosso.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi azione o colpi di scena tipo Money Heist, qui zero
- Il ritmo è lento, ti avverto
- La fotografia in bianco e nero non è per tutti, occhio
Commenti (5)
Spacca! John Hurt monumentale, la colonna sonora di Morris ti entra sotto la pelle. Da rivedere assolutamente.
Mai capito perché tutti lo osannano tanto. Sì, è girato bene, ma la storia è telefonata, i cattivi sono stereotipati al solito modo. E poi il finale l'ho trovato forzato, un po' retorico.
Ci sta come film, ma personalmente preferisco The Fly per storie di diversità. Comunque la regia di Lynch è innegabile, quelle inquadrature in bianco e nero sono pura poesia.
La scena in cui Merrick dice 'non sono un animale! Io sono un essere umano!' mi ha veramente distrutto. Lynch ha diretto quei momenti con una sensibilità rara, senza mai cadere nel patetico. E John Hurt è semplicemente perfetto, ti fa dimenticare il trucco prostetico per vedere solo l'anima del personaggio.
Boh, l'ho trovato lento e un po' pesante. Capisco il messaggio ma mi ha annoiato dopo un'ora, bello il bianco e nero ma non basta.