The Post
1971: Katharine Graham è la prima donna alla guida del The Washington Post in una società dove il potere è di norma maschile, Ben Bradlee è il duro e testardo direttore del suo giornale. Nonostante Kaye e Ben siano molto diversi, l’indagine che intraprendono e il loro coraggio provocheranno la prima grande scossa nella storia dell’informazione con una fuga di notizie senza precedenti, svelando al mondo intero la massiccia copertura di segreti governativi riguardanti la Guerra in Vietnam durata per decenni. La lotta contro le istituzioni per garantire la libertà di informazione e di stampa è il cuore del film, dove la scelta morale, l’etica professionale e il rischio di perdere tutto si alternano in un potente thriller politico. I due metteranno a rischio la loro carriera e la loro stessa libertà nell’intento di portare pubblicamente alla luce ciò che quattro Presidenti hanno nascosto e insabbiato per anni.
Vale la pena? — The Post
3 motivi per guardarlo
- Meryl Streep e Tom Hanks che affrontano il governo USA tipo The Boys vs Vought
- La scena della decisione finale ti fa trattenere il fiato no joke
- Scopri come i giornali hanno fatto crollare un presidente prima dei social
A chi piacerà
Se hai amato la tensione di All the President's Men o la lotta al potere di House of Cards. Perfetto per le serate in cui vuoi un thriller senza pistole ma con documenti segreti.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi azione tipo Mission Impossible, qui sono solo riunioni
- Il ritmo è lento, ti avverto
- Zero effetti speciali, solo gente che parla e telefona
Commenti (5)
Meryl Streep in modalità indecisa per due ore, non ce l'ho fatta. Skip.
Non capisco perché lo chiamino thriller politico. La tensione è zero, i personaggi sono tutti troppo puliti e prevedibili. La parte sui giornali che sfidano il governo poteva essere epica, invece è un flop. Due stelle e basta.
La scena della riunione in redazione con tutti che parlano sopra è l'unica che vale. Il resto è un po' piatto, ci si aspetta più tensione da un film sui segreti di stato. Spielberg fa il solito mestiere pulito ma senza scintille.
Tom Hanks che fuma come un turco e bestemmia in redazione mi ha strappato qualche risata. Però il film sembra un documentario un po' troppo didascalico, sembra di stare a lezione di storia. Carino per una serata noiosa, ma niente di che.
Rewatched ieri e ho notato dettagli che prima mi erano sfuggiti, tipo come Spielberg gioca con le inquadrature strette per far sentire la pressione sui protagonisti. La colonna sonora di Williams è sottile ma efficace. Non è un film che spacca, ma ci sta per chi ama il cinema d'impegno senza eccessi.