Traffic
Javier Rodriguez e Manolo Sanchez sno due poliziotti impegnati a contrastare il traffico di droga sul confine tra Stati Uniti e Messico. Il loro capo è il generale Salazar, il principale nemico dei cartelli della droga. Ogni giorno i due sono tentati di appropriarsi di parte dei carichi sequestrati e di arricchirsi. Javier è il più resistente alle pressioni. Intanto negli Stati Uniti il giudice della Corte Suprema dell'Ohio, Robert Wakefield, viene incaricato dal Presidente di coordinare un'efficace attività antidroga con i partner messicani. A casa però Robert e la consorte debbono assistere impotenti al precipitare nell'abisso della dipendenza della figlia sedicenne. Carlos Ayala, un trafficante ricco di coperture, rischia di venire incastrato in fase processuale da un testimone eccellente.
Vale la pena? — Traffic
3 motivi per guardarlo
- La scena del sequestro in Messico con Benicio Del Toro è pura tensione
- Il montaggio incrociato tra le tre storie ti spacca la testa, tipo The Wire
- La scena di Catherine Zeta-Jones che scopre la verità sul marito è già cult
A chi piacerà
Se hai bingeato Narcos e ti manca quel realismo sporco. Perfetto per le serate con chi apprezza thriller senza filtri, tipo Gomorra ma in salsa americana.
3 motivi per non guardarlo
- Ti avverto: 2 ore e mezza di durata, impegnativo
- Skip se cerchi azione pura tipo John Wick, qui è più dramma
- I dialoghi in spagnolo con sottotitoli, occhio se non ti piace leggere
Commenti (7)
Fra, ho rivisto Traffic dopo anni e mi sa che è invecchiato male. La regia di Soderbergh con quei filtri colorati oggi sembra un po' pretenziosa, e certe parti sulla politica messicana sono lente come la morte.
La scena del bambino che trova la droga nascosta in casa è quella che mi è rimasta più impressa. Traffic riesce a mostrare il lato umano di un problema gigantesco senza diventare retorico, anche se a volte i passaggi tra le tre storie sono un po' bruschi.
Mai capito perché tutti lodano il cast di Traffic. Benicio Del Toro è ok, ma Catherine Zeta-Jones fa la solita parte della moglie in difficoltà e Michael Douglas urla per due ore. Peccato, perché l'idea di raccontare il traffico di droga da più angolazioni era promettente, ma i personaggi restano un po' piatti e si perde in dettagli che non portano da nessuna parte.
spacca tantissimo
Boh, l'ho visto perché me l'ha consigliato un amico. Ci sta come film, ma non è il thriller che mi aspettavo. Più che altro un dramma con tante storie che si incrociano. La colonna sonora è discreta, ma niente di memorabile. Forse da rivedere tra qualche anno per capire se mi è piaciuto davvero.