Tre ciotole
Dopo quello che sembrava un banale litigio, Marta e Antonio si lasciano. Marta reagisce alla rottura chiudendosi in sé stessa. L’unico sintomo che non può ignorare è la sua improvvisa mancanza di appetito. Antonio, chef in rampa di lancio, si butta sul lavoro. Ma sebbene sia stato lui a lasciare Marta, non riesce a dimenticarla. Quando Marta scopre che la mancanza di appetito ha più a che fare con la propria salute che con il dolore della separazione, tutto cambia: il sapore del cibo, la musica, il desiderio, la certezza delle scelte fatte.
Vale la pena? — Tre ciotole
3 motivi per guardarlo
- Alba Rohrwacher che smette di mangiare per amore e poi scopre che è qualcosa di più serio
- La scena della diagnosi in ospedale ti lascia senza parole
- Elio Germano chef che cucina per dimenticare ma non ci riesce, ti fa pensare ai tuoi ex
A chi piacerà
Se hai pianto con le storie complicate di Mare Fuori o ti è piaciuta l'atmosfera intima di SKAM Italia. Perfetto per le serate in solitaria con una coperta e tè, quando vuoi qualcosa che ti tocchi davvero.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi azione o colpi di scena, qui è tutto lento e introspettivo
- Ti avverto: zero risate, è un dramma puro che ti mette tristezza
- Skip se non sopporti i film dove la gente parla poco e guarda nel vuoto
Commenti (5)
Rohrwacher e Germano straordinari in questo dramma sentimentale.
Se riesci a finire un film, significa che ti ha preso. La trama magari non è chissà che novità... però mi sembra abbastanza credibile, vicina alla vita vera.
Che palle questi film sempre uguali, sembra di mangiare la stessa minestra ogni volta. Tre ciotole? Tre palle, piuttosto!
Tre ciotole e due gran maroni… Sempre gli stessi, basta favoritismi e basta con questi film..
Ma sì, è proprio così, non ce la faccio più