Ultras
Quasi cinquantenne, Sandro è ancora il capo degli Apache, il gruppo di ultras del Napoli con cui ha passato tutta la vita allo stadio. Dopo una vita di violenza, scontri, passioni e valori incrollabili, un provvedimento giudiziario gli impedisce di avvicinarsi alla curva, rimettendo in discussione le sue priorità, e Sandro sente per la prima volta il bisogno di una vita normale, di una relazione e magari anche di una famiglia. Angelo, invece, ha sedici anni e considera gli Apache la sua famiglia e Sandro la sua guida, dal momento che per lui ha preso il posto di suo fratello Sasà, morto anni prima durante gli scontri di una trasferta. Durante le ultime settimane del campionato di calcio, i due andranno incontro al loro inevitabile destino.
Vale la pena? — Ultras
3 motivi per guardarlo
- La scena degli scontri allo stadio è realistica da far paura, ti sembra di essere in curva
- Aniello Arena (ex Boris) spacca nel ruolo del capo ultras che inizia a dubitare
- Il rapporto padre-figlio surrogato con Angelo ti fa pensare a Mare Fuori ma senza mare
A chi piacerà
Se hai visto Gomorra o Suburra e ti interessa il lato umano dietro la violenza. Perfetto per chi cerca qualcosa di più grezzo di un film calcistico classico.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi azione pura tipo John Wick, qui è più dramma
- Il ritmo a volte è lento, ti avverto
- La trama è prevedibile se conosci già le storie ultras
Commenti (1)
Film di Ricky Tognazzi che segue un gruppo di ultrà romanisti della "Brigata Veleno", nome inventato. La trama è solida e approfondisce le storie personali dei personaggi. All'epoca dell'uscita, e ancora oggi, fu criticato dalla curva romanista e non solo, accusato di mostrare il mondo ultrà in modo troppo negativo e criminale. Io, che l'ho visto al cinema, non sono per niente d'accordo. Secondo me il regista fa proprio l'opposto.