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Pachinko - La moglie coreana

Pachinko - La moglie coreana

7.9 2022 2 Stagioni HD

Segui le speranze e i sogni di quattro generazioni di una famiglia di immigrati coreani che iniziano con un amore proibito e crescendo in un'ampia saga che viaggia tra Corea, Giappone e America per raccontare l'indimenticabile storia di guerra e pace, amore e perdita, trionfo e resa dei conti.

S2 E8 — Capitolo sedici
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Verdetto

Vale la pena? — Pachinko - La moglie coreana

3 motivi per guardarlo

  • La scena di Sunja che attraversa il mare con la sua famiglia è già iconica su TikTok
  • La nonna Youn Yuh-jung ti ruba ogni scena con sguardi che parlano più di mille battute
  • La colonna sonora ti entra in testa e non esce più, tipo le sigle di Stranger Things

A chi piacerà

Se hai amato le saghe familiari di Mare Fuori ma vuoi qualcosa di più epico che ti porta in Giappone e Corea. Perfetta per le serate in cui hai voglia di una storia che ti prende per 8 puntate filate.

3 motivi per non guardarlo

  • Se cerchi azione tipo The Boys, qui è tutto dramma e sguardi
  • I salti temporali ti spaccano la testa, occhio
  • 40 minuti a puntata sono impegno, non una cosa da mettere in background

Commenti (5)

  • Tre episodi e basta, non mi ha preso. Troppo lento, troppo dramma familiare. Skip.

  • La scena del mercato del pesce con la nonna mi ha fatto tornare in mente i racconti di mia nonna. Quell'atmosfera umida e affollata l'hanno resa benissimo, anche se a volte la serie sembra andare a rilento per sottolineare ogni dettaglio.

  • Mai capito perché servissero così tanti salti temporali. Ok, mostra le generazioni, ma spezza il ritmo. Lee Min-ho ci sta, ma il personaggio è piatto. Colonna sonora carina però.

  • Boh, l'ho finita ieri. La parte in Giappone è interessante, ma quella moderna con la nipote mi annoia. Mezzo voto per la fotografia, che è davvero curata, ma la trama a volte sembra andare in cerchio senza una vera direzione.

  • Fra, ho adorato il modo in cui raccontano la storia attraverso gli oggetti: quel braccialetto che passa di mano, la macchina da scrivere. Non è solo un dramma familiare, è come guardare un album di foto che prende vita. Certo, non è per chi cerca azione.

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