Amarcord
La vicenda, ambientata dall'inizio della primavera del 1932 all'inizio della primavera del 1933 (riferimento certo visto la corsa della VII edizione della Mille Miglia), in una Rimini onirica ricostruita a Cinecittà, come la ricordava Fellini in sogno, narra la vita nell'antico borgo (o e' borg, come a Rimini conoscono il quartiere di San Giuliano) e dei suoi più o meno particolari abitanti: le feste paesane, le adunate del "Sabato fascista", la scuola, i signori di città, i negozianti, il suonatore cieco, la donna procace ma un po' attempata alla ricerca di un marito, il venditore ambulante, il matto, l'avvocato, quella che va con tutti, la tabaccaia dalle forme giunoniche, i professori di liceo, i fascisti, gli antifascisti e il magico conte di Lovignano, ma soprattutto i giovani del paese; adolescenti presi da una prepotente "esplosione sessuale".
Vale la pena? — Amarcord
3 motivi per guardarlo
- Fellini ti fa vivere un anno in un paesino anni '30 come se fossi lì, con scene tipo la nave enorme che passa di notte
- La scena del nonno che sale sull'albero è diventata un meme italiano senza tempo
- La festa del paese con tutti i personaggi è un trip visivo che ti spacca la testa
A chi piacerà
Se hai amato le atmosfere sognanti di Stranger Things o il caos colorato di Mare Fuori, ma in versione vintage. Perfetto per le serate con chi vuole qualcosa di diverso dai soliti film.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi una trama lineare tipo Money Heist, qui è più una serie di vignette
- Il ritmo è lento, ti avverto, non è per le maratone binge
- Zero effetti speciali o colpi di scena, skip se vuoi adrenalina
Commenti (1)
Film carino, un'opera che conta per l'identità visiva e l'ambizione, ma secondo me la storia e i temi potevano essere più forti. Il tocco di Fellini si vede, anche se a volte i suoi film sono troppo personali. Le musiche di Rota, quelle sì che ti rimangono in testa.