Caccia al tesoro
Domenico Greco è un attore teatrale di “insuccesso”. Naviga nei debiti e vive a sbafo in casa della cognata Rosetta, vedova di suo fratello. Rosetta ha un figlio di nove anni, malato di cuore. L’unico modo per salvarlo da una morte sicura sarebbe operarlo in America. Ma l’operazione costa 160 mila euro. E né Rosetta, né lo zio Domenico li hanno. Disperati, i due vanno a pregare sotto la statua di San Gennaro. Chiedono un miracolo. Trovare i soldi dell’operazione. E San Gennaro risponde…dando loro via libera per “prendersi” uno dei gioielli della sua Mitra custodita insieme al famoso Tesoro nella cripta della chiesa. In realtà, a dare voce a San Gennaro è il posteggiatore del parcheggio fuori la chiesa che dà via libera agli automobilisti. Le sue parole rimbombano nella navata attraverso una finestra aperta della cupola. E Domenico e Rosetta, sentendole arrivare dall’alto, le scambiano per quelle del Santo Gennaro.
Vale la pena? — Caccia al tesoro
3 motivi per guardarlo
- La scena del miracolo di San Gennaro è un meme involontario che ti farà ridere
- Vincenzo Salemme e Carlo Buccirosso insieme in una commedia all'italiana tipo Boris ma meno cinica
- Il piano per rubare il tesoro è così assurdo che ti chiedi come faranno a non farsi beccare subito
A chi piacerà
Se ti piacciono le commedie italiane vecchio stampo come i film di Checco Zalone o le prime stagioni di Boris. Perfetto per la serata in famiglia quando non sai cosa guardare e vuoi qualcosa di leggero.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi risate a crepapelle, qui trovi più sorrisetti
- La trama è prevedibile, tipo sapevi già come finiva a metà film
- Salemme fa il solito personaggio straccione, se l'hai visto una volta skip
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