E noi come stronzi rimanemmo a guardare
Arturo è un manager rampante che, senza sospettarlo, introduce l’algoritmo che lo renderà superfluo nella sua azienda. Perde così in un solo colpo fidanzata, posto di lavoro e amici. Per non rimanere anche senza un tetto si adatterà a lavorare come rider per FUUBER, una grande multinazionale, colosso della tecnologia. L’unica consolazione alla sua solitudine è Stella, un ologramma nato da una app sviluppata dalla stessa FUUBER. Ma dopo la prima settimana di prova gratuita, quando Arturo è ormai legato alla figura di Stella, lui non può permettersi di rinnovare l’abbonamento. Arturo si troverà così costretto a darsi da fare per ritrovare l’amore e la libertà, ammesso che esistano davvero…
Vale la pena? — E noi come stronzi rimanemmo a guardare
3 motivi per guardarlo
- Fabio De Luigi che fa il rider dopo una vita da manager è una satira spietata sul mondo del lavoro
- La relazione con l'ologramma Stella ti farà pensare a Black Mirror ma con un tocco tutto italiano
- Pif ci mette la sua firma ironica su temi attuali come algoritmi e gig economy
A chi piacerà
Se ti è piaciuta la serie Zero o i film di Zerocalcare, qui trovi la stessa comicità che scava nella realtà. Perfetto per chi cerca qualcosa di diverso dai soliti teen drama come Euphoria.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi risate a crepapelle tipo Boris, qui è più amaro
- La trama a volte diventa prevedibile, ti avverto
- Il finale lascia qualche domanda aperta, non aspettarti chiusure perfette
Commenti
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