I cassamortari
“Tutti devono mori’, ma solo in pochi ce guadagnano”: è il motto della famiglia Pasti che da generazioni gestisce un’agenzia di pompe funebri.Dopo la morte del capofamiglia Giuseppe, un uomo disposto a tutto pur di trasformare una salma in una pila di banconote (preferibilmente in nero), l’azienda di famiglia è passata nelle mani dei figli Giovanni, Maria, Marco e Matteo. Giovanni ha ereditato dal padre una patologica avarizia che guida ogni sua scelta; Maria ha una forte compulsione a portarsi a letto tutti i vedovi che incontra; Marco è un mago della tanatoestetica (leggasi: trucca i cadaveri); Matteo vuole diventare un influencer e il suo contributo agli affari di famiglia si basa su un’irriverente quanto cattivo gusto nella gestione della comunicazione social.
Vale la pena? — I cassamortari
3 motivi per guardarlo
- La famiglia Pasti che fa affari coi morti è una premessa spacca tipo The Boys ma in versione cimitero
- Massimo Ghini e Gianmarco Tognazzi che litigano per soldi mentre c'è un cadavere in sala è puro Boris vibes
- La scena della tanatoestetica dove truccano il morto è già meme material su TikTok
A chi piacerà
Se hai amato la comicità nera di Boris o Zerocalcare e cerchi qualcosa di leggero dopo una maratona di Mare Fuori. Perfetto per la serata pizza con gli amici quando vuoi ridere senza impegno.
3 motivi per non guardarlo
- IMDb 5.3 non mente: la trama è un po' sgangherata
- Se cerchi una commedia tipo Tre metri sopra il cielo qui trovi zero romanticismo
- Gli sketch si ripetono, dopo un'ora sai già come finisce
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