Il richiamo della foresta
In California, a fine '800, il grosso cane Buck vive nella fattoria di un giudice. Rapito per essere venduto come cane da slitta per i cercatori d'oro del Klondike, Buck si ritrova in Alaska, rinchiuso in gabbia e addestrato alla legge del bastone. Acquistato da un francese che consegna la posta negli avamposti dei cercatori d'oro, entra in una muta di cani e in poco tempo, coraggioso e possente, ne diventa il capo. Quando però il postino perde il lavoro, viene acquistato da un feroce viaggiatore in cerca di fortuna. Salvato dall'eremita John Thornton, Buck trova finalmente un amico con il quale spingersi nelle profondità delle terre selvagge. Qui sentirà sempre più forte Il richiamo della foresta e si unirà a un branco di lupi, senza però dimenticare l'affetto per il suo anziano padrone.
Vale la pena? — Il richiamo della foresta
3 motivi per guardarlo
- Harrison Ford che parla con un cane in Alaska, tipo Bear Grylls ma con più barba
- La scena della corsa nella neve con la muta ti fa sentire il freddo
- Buck che diventa capobranco è la redenzione canina che non sapevi di volere
A chi piacerà
Se hai amato i film Disney tipo Balto o vuoi una pausa da Euphoria per qualcosa di più calmo. Perfetto per la domenica pomeriggio con i genitori o quando cerchi avventura senza sangue.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi action stile John Wick, qui i combattimenti sono tra cani
- La CGI su Buck a volte è un po' cringe, occhio
- Primi 20 minuti lenti, ma poi decolla
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