Inside Out
Riley ha undici anni e una vita felice in campagna. Divisa tra l'amica e due genitori adorabili, cresce assieme alle sue emozioni che la consigliano, la incoraggiano, la contengono, la spazientiscono, la intristiscono, la infastidiscono. Dentro la sua testa governa Gioia, positiva e intraprendente, si spazientisce Rabbia, pronto alla rissa, si turba Paura, impaurito e impedito, si immalinconisce Tristezza, triste e sfiduciata, arriccia il naso Disgusto, disgustata e svogliata. Trasferiti a San Francisco, Riley e genitori provano a adattarsi alla nuova vita di città. Il debutto a scuola mette a dura prova le emozioni. A peggiorare le cose ci pensano Tristezza e Gioia, la prima ostinata a partecipare ai cambiamenti emotivi di Riley, la seconda risoluta a garantirle un'imperturbabile felicità. Ma la vita non è mai così semplice.
Vale la pena? — Inside Out
3 motivi per guardarlo
- La scena delle isole della personalità che crollano ti spacca la testa, no joke
- La metafora delle emozioni che litigano è tipo avere Euphoria dentro il cervello
- Il finale con Tristezza che salva tutto è da screenshot su Instagram
A chi piacerà
Se hai amato Stranger Things per quel mix di avventura e crescita, ma vuoi qualcosa di più leggero. Perfetto per le serate in cui hai voglia di ridere e commuoverti senza impegno.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi action puro tipo The Boys, qui zero
- Primi 20 minuti lenti, ma poi decolla
- La trama è semplice, niente colpi di scena da Mare Fuori
Commenti (5)
Boh, l'ho visto con i nipotini e mi hanno annoiato dopo mezz'ora. Troppo confusionario con tutti quei personaggi colorati.
La scena in cui Bing Bong si sacrifica mi ha fatto piangere come una fontana, mai pensato che un film d'animazione potesse colpire così forte.
La colonna sonora di Michael Giacchino è il vero MVP, ti resta in testa per giorni e accompagna perfettamente ogni emozione.
Fra, spacca tantissimo.
Mai capito perché lo considerino un capolavoro. Sì, l'idea delle emozioni personificate è carina, ma dopo un po' diventa ripetitivo. La trama è lineare e prevedibile, Riley si trasferisce e deve affrontare cambiamenti, fine. I personaggi secondari come la paura e il disgusto sono sottoutilizzati, e il finale con la console mista è un po' forzato. Ci sta per una visione in famiglia, ma niente di rivoluzionario.