Manhattan
Episodi sentimentali nella vita sessuale di uno scrittore televisivo di New York la cui ultima moglie (Streep) l'ha abbandonato per una donna. In questo poema d'amore per una Manhattan interiorizzata e sognata, calata nel sublime bianconero di Gordon Willis o accarezzata dalle canzoni di George Gershwin, più che la vicenda contano i personaggi e il tono con cui sono raccontati. Dramma in cadenze leggere di commedia: la summa di Allen di cui è per molti critici e spettatori il film preferito, quello che resterà. Agli Oscar, infatti, non fu nemmeno nominato. 1° film di Allen in bianconero e anamorfico. L'autore non ne era soddisfatto: troppo statico. 1° film con Susan E. Morse al montaggio.
Vale la pena? — Manhattan
3 motivi per guardarlo
- Il bianco e nero di Manhattan ti spacca la testa, sembra un'istantanea vintage di Instagram
- Le battute di Woody Allen sono ancora oggi cringe e divertenti, tipo un amico che si lamenta sempre
- La scena del planetario con Diane Keaton è un mood da serata filosofica ma senza prendersi troppo sul serio
A chi piacerà
Se hai amato le atmosfere malinconiche di 'Mare Fuori' o le relazioni complicate di 'Euphoria', ma vuoi qualcosa di più vintage. Perfetto per una serata chill con chi apprezza i dialoghi più delle esplosioni.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi azione, qui zero, è tutto parlato
- Woody Allen fa il solito nevrotico, se non ti piace skip
- La trama è più un mood che una storia, ti avverto: niente colpi di scena
Commenti
Ancora nessun commento. Sii il primo a dire la tua.