To Rome with Love

To Rome with Love

5.8 2012 112 min HD

Dopo Londra, Barcellona e Parigi, Woody Allen continua il suo omaggio all'Europa e, per la prima volta, gira un film interamente ambientato a Roma, dirigendo un cast d'eccezione. Il film è ispirato alle novelle del Boccaccio ed è composto da quattro episodi con protagonisti quattro differenti turisti americani nella Capitale. commedia spensierata, un film caleidoscopico ambientato in una delle città più affascinanti al mondo. Il film ci mette in contatto con un architetto americano molto noto che rivive la sua gioventù, un borghese romano qualunque che all'improvviso si trova ad essere la massima celebrità di Roma; una giovane coppia provinciale attratta in incontri romanici separati ed un regista americano di opera che tenta di far salire sul palcoscenico un impresario di pompe funebri cantante.

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Commenti (23)

  • un discreto film, non uno dei migliori film di woody allen ma non è una vanzinata perché scritto bene e con profondità, la dinamica delle coppie che scoppiano ancora prima di conoscersi, la confusione dei sentimenti e le aritmie del cuore

  • mamma mia quanto è palloso questo film… un FILM SENZA SENSO! O.o noiosissimo e insignificante. dopo 20 minuti circa volevo fermare il video e vedere un altro film, ma poi mi son detta ke è di woody allen e quindi sarà solo un inizio deludente, così mi convinco a guardarlo tutto e dico che Woody Allen, qst volta, ha fallito miseramente. bah, che delusione!

  • Certo la fotografia è bella (del resto non esiste città più fotogenica di Roma mia), ma qui non ci sta niente di romano! gli attori sono credibili, ma è una Roma che non esiste, è solo l’interpretazione di un regista straniero che trova qualche bella battuta ma che coglie poco dello spirito della città.

  • bruttisimo voto: 2 noioso e lento

  • Grazie a voi, davvero. Se volete possiamo riprovarci con una versione leggermente modificata e ampliata. Il capolavoro d’Allen, il suo lascito testamentario intriso di formaldeide come neppure “Il settimo sigillo” dell’amato Bergman. Se in “Basta che funzioni” (2009) l’aspirante suicìda ancora si salvava atterrando sulla donna che sarebbe diventata la sua futura compagna, stavolta fra Eros e Thanatos quest’ultimo vince senza riserve e la funzione esorcistica dell’umorismo s’arrende senza condizioni. Cupo e amarissimo, al cospetto del Tempo che schianta il desiderio amoroso di giovani e anziani e che irride l’effimera immortalità d’accatto della notorietà, ambientato nell’Urbe Eterna già scelta per analoghe conclusioni sia ne “L’imperatore di Roma” (1987) che ne “Il ventre dell’architetto” (sempre 1987), è un film disturbante da cui si prendono le distanze spacciandolo per ciò che non è, un’opera incentrata sui cliché del malcostume nostrano, una “vacanza romana” del (quello sì) macchiettistico newyorkese psiconevrotico, ossessivo e compulsivo. Troppo indigesto per poter essere compreso e apprezzato nel suo nucleo essenziale: il ventaglio completo delle sfaccettature identitarie di Woody triturate e annientate dinanzi alla Morte. “Ridi pagliaccio” fra stradine e viottoli laterali di matrice neorealistica, omaggio al meglio dell’arte italiana.

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