Tutto tutto niente niente
Perché Cetto La Qualunque, Rodolfo Favaretto e Frengo Stoppato finiscono in carcere? E soprattutto perché riescono a uscirne? Qual è il destino che li unisce? C'è qualcuno che trama nell'ombra? O costui preferisce farlo in piena luce? Tre storie, tre personaggi con un destino che li accomuna: la politica con la "p" minuscola. Cetto La Qualunque, il politico “disinvolto” che abbiamo imparato a conoscere, questa volta alle prese con una travolgente crisi politica e sessuale (in lui le due cose viaggiano sempre di pari passo). Rodolfo Favaretto, che rincorre il sogno secessionista di un nordista estremo, e che per vivere e combattere la crisi commercia in migranti clandestini. Frengo Stoppato, un uomo stupefacente, in tutti i sensi, che torna dal suo 'buen retiro' incastrato da una madre ingombrante, con un sogno semplice semplice: riformare la chiesa e guadagnarsi la beatitudine.
Commenti (34)
un buon film, fa sbellicare dalle risate, grande albanese si fa in 3 e ne sa una in più del diavolo
Un film brutto e inutile, ancora peggio di Qualunquemente, che pure era mediocre. Non fa ridere, non fa satira, é solo furbetto. Tolta la trovata iniziale e il sogno del Tuca Tuca si fa molta fatica a rimanere svegli. Albanese non regge alla prova del grande schermo, confermandosi ancora una volta solo un prodotto televisivo. Peccato, perché il talento c’è, sono le idee che cominciano a mostrare la corda.
Nemmeno io ho visto il film, volevo solo farti un appunto filosofico: la frase “tutto è relativo” è assoluta, e quindi paradossale perché contraddice se stessa.Io avrei detto che “ogni opinione è soggettiva”, pleonastico se vuoi, ma ha più senso.
Io non ho visto il film, ma mi sembrate tutti come i politicanti, ognuno che vuole convincere della propria ragione. A qualcuno piace ad altri no, tutto è relativo
non paragonabile al primo!!!